Questioni di chimica

La chimica non mi piace. So che la devo studiare, che ho diversi esami incentrati su questa materia nel mio piano di studi universitario. Ma preferisco altre materie. Osservare i piccoli ma essenziali dettagli dei vetrini istologici, scoprire i mille e mille nomi di tutte le parti anatomiche del nostro corpo, studiare le radiazioni e la loro importanza in ambito medico. E ancora l’evoluzione e la biologia dei sistemi viventi, le scoperte della genetica, i progressi della medicina.

Eppure c’è anche chimica.

È lì, come l’uvetta nel panettone, ti fa un po’ schifino, ti disturba, e cerchi di ingoiarla senza masticarla per evitare il sapore sgradevole. Non vedi l’ora di essertela tolta come un sassolino in una scarpa. Ma nonostante il mio odio verso questa disciplina, rapporto ostile cominciato già al liceo, non si può negare che sia qualcosa di preciso con le sue tavole e i suoi dati, di stupefacente con le sue moltissime reazioni, di affascinante nei suoi concetti.

Primo Levi (autore che penso tutti conoscano, famoso per le testimonianze sull’olocausto e sui campi di concentramento dove fu deportato) nel 1975 fece qualcosa che trovo particolarmente singolare. Pubblicò un libro autobiografico, “Il sistema periodico”, i cui titoli dei capitoli possiedono il nome di un elemento. Così le sue origini sono Argon, una forte amicizia è Ferro, Zinco sono le sue esperienze universitarie, e così via passando per ventuno elementi della tavola periodica. Interessante. Per davvero. Levi è riuscito a passare un argomento matematico e preciso quale è la chimica su un piano decisamente più umano, come la vita di tutti i giorni, con le sue esperienze, le sue gioie e i suoi dolori. La chimica, è vero, lo ammetto, ci tocca molto da vicino. Le medicine, i cibi che ingeriamo, le infinite sostanze che usiamo per pulire, lavare, cucinare, colorare, riscaldare. Tutta questione di chimica (come odio anche la pubblicità della Lufthansa). La sua importanza in ambito medico/scientifico/farmaceutico/tecnologico è indubbiamente estremamente rilevante.

Ma torniamo a Levi. Quello che ha fatto lui mi piacerebbe emularlo. Nelle poche righe di questo articolo, in questa pagina, nel mio stupido blog. Mi piacerebbe analizzare la chimica che mi circonda, sia in modo scientifico che sul piano umano. Ed è qui il difficile. Potrei cadere in frasi banalissime del tipo “l’amore è l’ossigeno della vita” oppure “i miei amici valgono come l’oro”. No. Rabbrividisco. Lasciamo questi inutili aforismi a blog dedicati a quindicenni in piena tempesta ormonale. Osservo. Facciamo un paragone divertente, scherziamoci un po’ su. Pensiamo che ogni persona sia un elemento o un composto. Chi non ha un amico corrosivo come come l’acido cloridrico, o esplosivo come il trinitrotoluene, o che puzza come lo zolfo? Ognuno di noi ha un posto nella tavola, ha dei numeri che lo caratterizzano, delle doti, dei valori. Alcune persone sono piuttosto comuni, spesso anche noiose come azoto, ossigeno, altre come l’iridio sono più rare, più difficili da scovare. E tra di loro questi elementi possono dare origine al legami forti, in composti che noi chiamiamo amicizia, oppure semplici legami deboli, misere interazioni, conoscenze destinate a rompersi facilmente. Tendiamo a stare con i nostri simili in famiglie, gruppi e periodi, ma anche a legarci con molecole totalmente opposte a noi completandoci vicendevolmente. Alcuni di noi sono come il fluoro, elettronegativi, sempre alla ricerca di nuovi legami, di nuove conoscenze, di stringere qualcuno e non mollarlo mai più. Altri, come li descriveva Levi, sono gas nobili, che amano vivere nel loro isolamento, non condividendo nulla con nessuno, non interagendo, rimanendo nel loro stato di totale solitudine. E poi ognuno lo possiamo trovare diverso dall’altro. Anche due gemelli, apparentemente uguali, possono avere proprietà chimiche del tutto diverse tra loro, semplicemente isotopi. Ma il bello della chimica sono gli esperimenti. Chi non ha mai provato a gonfiare un palloncino con bicarbonato e aceto, creando il caos (l’entropia) in cucina tra le urla della mamma? Nella vita è bello sperimentare, mescolare, mescolarsi, provare a mettere in gioco i propri elettroni di valenza, custodendone però quelli di un altro elemento. E questi semplici legami come dicevo possono consolidarsi sempre di più, cristallizzare nel tempo portandoci a sentimenti ed emozioni pure. Molto della chimica poi non è ancora noto, le miscele possibili, le possibili nuove sostanze. Allora sta ad ognuno di noi mettersi in gioco, e mettere in gioco le proprie proprietà, le proprie potenzialità, i propri interessi, le proprie esperienze per creare, implodere, esplodere, elevarsi, crescere, evolversi. La chimica della vita non è quindi fatta solo di formule a memoria ma anche di passione, di curiosità, di interesse, di emozioni. Un giorno forse anche io amerò la chimica, le sue sfumature, le sue regole, i suoi dettagli.

Ma non è oggi quel giorno.

8 pensieri su “Questioni di chimica

    1. Nicolò Bertolini

      È bello pensare che dietro alla matematica e alla chimica ci sia altro. Un disegno fantasioso, un progetto che non ci è dato capire, ma che con la sua trascendenza sia ben oltre i limiti della ragione. Ed è bello pensare che non ci sarebbe matematica se non ci fosse intuito, creatività, passione. Non ci sarebbe matematica senza una base “umanistica” che le conferisce lo scopo di analizzare la vita. E cercare di capirla.

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  1. Bellissimo pensiero…. a tratti sembri un ragazzetto che tratta male la compagnetta della quale in realtà è innamorato :)

    Parole come chimica organica, biochimica, chimica-fisica mi avevano sempre intimorito e angosciato…poi ho scoperto che, come le più belle cose, richiedono solo un po’ più di attenzione e di pazienza.

    Non ho letto il libro di cui parli ma ho sempre pensato anche io che i nostri comportamenti non sono altro che il riflesso degli “atteggiamenti” delle nostre molecole e dei nostri atomi.

    Ps: sentire “è questione di chimica” in tv mi fa sempre emozionare 🙊

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    1. Studiare chimica è proprio come “quel ragazzetto che tratta male la compagna”. Ma in realtà le vuole molto bene. La chimica mi ha dato modo di riflettere su molti concetti anche dal punto di vista umano. Per me sarà però sempre un “Odi et amo”. E come è possibile? Non lo so e questo mi tormenta…

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  2. filosofoinriposo

    Ciao Nicolò
    complimenti per il bellissimo post. Direi che dalle comparazioni che fai, sei riuscito ad entrare nella chimica molto più di quello che tu immagini. In bocca al lupo per gli esami di chimica!

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    1. Grazie! La chimica come tutte le scienze ha questa magnifica dote: ogni volta che pensi di essere arrivato al capolinea scopri che come in un videogioco non è che l’inizio di un nuovo livello. Ma in fondo è bello imparare cose nuove, minuscoli e magnifici dettagli che regolano l’omeostasi della vita…

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  3. Pingback: Titoli di coda del 2016 in 12 foto – Il Blog di Nicolò

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