Orsetti gommosi

Ho una dipendenza.

Della scrittura?

No, un’altra. Dagli orsetti gommosi.

Lo ammetto. Sono totalmente dipendente dagli orsetti gommosi. Anche in questo momento. Il tipico Gummy Bear ha conquistato il mio cuore. E mentre studio, mentre leggo o mentre scrivo la mano mi cade nel sacchetto della Haribo alla ricerca del piccolo dolciume. Sento la consistenza tra le dita, il profumo fruttato del pacchetto appena aperto, il sapore invadermi la bocca e le dita appiccicose dopo una scorpacciata. Non ci rinuncio nemmeno alle feste: l’orsetto gommoso mantecato nella vodka spesso fa capolino ai party a cui sono invitato.

L’orsetto gommoso è una gioia. Sì, una gioia.

Notavo proprio stamattina (“Nicolò il cellulare non si usa a lezione” dice la mia coscienza con la sua voce roca e stridula), che va sempre più di moda l’hashtag #maiunagioia. Mai una gioia. Un po’ leopardiano da dire. Eppure è così. Seguendo su Faccialibro, Instagram o Snapchat i miei amici, colleghi o conoscenti noto che hanno vite piene di “mai una gioia”.

Mai una gioia?

Eh sì, hai presente quando tutto va male, quando la prof ti interroga proprio sul paragrafo che non hai studiato, prendi un tre, uscendo da scuola perdi l’autobus, inizia a piovere e pesti pure una merda? Ecco le loro vite me le immagino così. Piene di autobus persi e merde pestate.

Scherzi a parte capisco cosa vuol dire questa espressione.

Noi generalizziamo. Qualcosa non va bene ed è subito #maiunagioia. La ragazza che ci piace si fidanza con un tamarro? #maiunagioia. Piove proprio oggi che esco con un’altra ragazza per non pensare a quella fidanzata con il tamarro? #maiunagioia. Forse per questo mi sono dato agli orsetti gommosi.

Vedete la vita è come quel pacchetto della Haribo. La radio che trasmette tre canzoni in stecca, l’abbraccio di un vecchio amico che incontro dopo molto tempo sulla soglia della biblioteca, il bacio di una ragazza sulla mia guancia che mi inonda del suo profumo i polmoni, la lezione che finisce con un quarto d’ora di anticipo, i tortelli in tavola per cena, il sole che mi permette di andare in bicicletta in facoltà.Tutti orsetti verdi e rossi pieni di sapore che colorano la mia giornata. Piccole gioie che insaporiscono la vita di tutti i giorni tutte con un gusto e un colore diverso che ci danno un incredibile mix di sapori. Gioie che dobbiamo saper cogliere, saper apprezzare.

Queste gioie però non ci bastano. E allora ci lamentiamo. Ne vogliamo sempre di più senza apprezzare quelle che già abbiamo. Le vogliamo sempre più grandi, le gioie della vita.

Ma non dobbiamo immaginarci di trovare dietro l’angolo l’amore della nostra vita, di fare uno spettacolare salto di carriera così da un giorno all’altro, di vincere il lotto e il totocalcio in un colpo solo, di dare esami avendo letto solo mezzo libro. Non è così. Non deve essere così. Le gioie (quelle grosse) non devono arrivare ma dobbiamo conquistarle. Arrivare all’esame dopo mesi di studio e uscirne vincitore, far capire alla ragazza con dolcezza che il tamarro non è il suo tipo e la convincerla ad uscire con noi. E poi  mettere su casa e famiglia dopo tanti sacrifici e risparmi, trovare un lavoro, un hobby, una passione. Nulla di tutto ciò può avvenire in un pugno di secondi. Le grandi soddisfazioni siamo noi a doverle costruire passo dopo passo, vittoria dopo vittoria, mattone dopo mattone. Accettare anche il dolore, l’insuccesso, il fallimento come possibilità di crescita personale. Orsetto dopo orsetto assaporare tutto il percorso.

Scrivendo ho allungato la mano, e poi ancora e ancora, e adesso mi trovo a tastare il sacchetto vuoto.

Gli orsetti sono finiti.

Ho mangiato tutta la confezione senza accorgermene mentre buttavo giù questo testo. E soprappensiero non ne ho apprezzato nemmeno uno. Non li ho nemmeno visti finire. Non rischiate che sia la stessa cosa per la vita. Osservatele, toccatele, annusatele, baciatele, condividetele, amatele e assaporatele le gioie.

Che una volta finito il sacchetto non sappiamo se ci sarà concessa una seconda razione.

Post Scriptum: ho deciso di riprendere in mano il blog. So che ci vuole costanza e impegno ma anche il blog per me è una piccola gioia e ogni commento, ogni lettore e ogni like lasciato per me vogliono dire molto.  Sperando sempre di non essere banale.

Un pensiero su “Orsetti gommosi

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