Conigli e porte

Ed erano lì. Davanti a me.

Chiuse.

Il silenzio più assoluto mi circondava.

E nell’indecisione su cosa fare, su che porta aprire, su che strada intraprendere, ebbi paura.

Veramente paura.

La paura. Come ogni emozione, come ogni sentimento è qualcosa di affascinate, di magnifico, di curioso. Difficilissima da descrivere. Misteriosa. Soggettiva. Un insieme di sensazioni, fisiche e psicologiche che ti avvolgono, che ti prendono, che ti rapiscono, che ti inebriano la mente e ti scombinano i sensi.

La paura e le sue mille forme, le sue mille facce. Non voglio stare qui a farvi l’elenco. Ma esiste una vera e propria scala che va dall’ansietà all’angoscia passando per panico e fobia. Basta una ricerca online per farsi un’idea dei mille volti, dei mille nomi della stessa bestia.

Una bestia come un serpente che gioca con la preda, ti si avvinghia addosso lentamente, ti fa sentire il fiato sempre più corto, ti fa pulsare le tempie, facendoti mancare il respiro. Si diverte con te sibilando, assaporando il momento. Ti tortura senza fretta, ti fa sentire impotente, debole, inerme, totalmente in suo possesso.

Ma quali sono le paure di un ragazzo nel terzo millennio?

Io ho tante paure. La paura di premere invio per esempio. Tante volte ho scritto dei messaggi, delle lettere, degli SMS e ho avuto paura di premere quell’icona. E una volta premuta l’angoscia nell’attesa di una risposta. La paura di essere giudicato per quello che ho scritto, per le scelte che ho preso. A volte ho avuto paura di non riuscirci. Di non passare un esame, di fallire il percorso di studi che ho intrapreso. E anche se sembra una cosa sciocca le preoccupazioni che danno il mondo dello studio non sono cosa da poco. Ti logorano. Come non è cosa da poco la paura di rimanere solo. La paura del silenzio. Del silenzio del cellulare, che quell’icona che notifica lampeggiando resti muta per sempre. Ho avuto paura di amare, di legarmi troppo a una persona, a un ambiente, a un oggetto. La paura di investire sui cavalli sbagliati che poi si riveleranno deludenti. Ho paura del cambiamento, che la mia solita routine fatta di gesti quotidiani, ma delicata come un castello di carte possa saltare da un momento all’altro sgretolandosi sotto di me. Ho paura del tempo, che mi insegue, vedendolo spesso perso, dissipato, vedendo ragazzi della mia età che lavorano, mettono su famiglia, quando io sono qui a scrivere boiate e a mangiare orsetti gommosi.

Le paure di noi ragazzi sono strane.

Ma tutto ciò ha un filo comune, un invisibile e sottilissimo leitmotiv che sovrasta tutto l’insieme di sensazioni e di emozioni che si intreccia come la rete di un pescatore. Di cosa si ha veramente paura? Facendo questa domanda a un bambino la risposta sarà semplice. “Io ho paura del buio”. E ponendo la stessa domanda ad un anziano? “Io ho paura della morte”. Due mondi così distanti eppure semplicemente così simili. Nel buio noi non vediamo, non sappiamo che insidie si nascondono nell’oscurità, non sappiamo che cosa troveremo. Nella morte idem. La mancanza di certezze, di contorni ben definiti, di precisione. Temiamo ciò che non conosciamo, temiamo l’ignoto. Non sapere cosa accadrà ci destabilizza, ci fa sentire piccoli. Non sapere quale sarà la risposta a quell’SMS, non sapere se quella persona a cui sto dando fiducia la meriti per davvero, non sapere se quell’esame che preparo da mesi stavolta andrà in porto. Del doman non aver certezza.

Per questo io sono un coniglio. Con davanti tante porte. E non so più quale aprire.

Accarezzo una maniglia, il freddo metallo a contatto con il palmo della mano.

Ho paura.

Veramente paura.

Paura che questa porta sia chiusa, paura che vi sia il nulla, paura che la via sia sbagliata, la porta errata, paura delle insidie che troverò sulla strada che ho scelto, paura delle mie paure.

Chiudo gli occhi e faccio un bel respiro.

E mi tuffo nell’ignoto.

L’immagine proposta è presa dal gioco di società Dixit, un gioco che stimola la fantasia tramite le sue bellissime carte da gioco. Per una serata da trascorrere con gli amici lo consiglio caldamente. 

Per chi volesse approfondire l’argomento Wikipedia è piuttosto dettagliata, ma una ricerca internet porta alle molteplici definizioni e a diverse pagine online sull’argomento.

2 pensieri su “Conigli e porte

  1. Beh a volte la paura sa essere affascinante… altre paralizza e si resta immobili…
    Ma piu che paura parlerei di quella sensazione che ti prende poco prima di affrontare qlc di importante… è impagabile!

    "Mi piace"

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