La vita di Gaspare

Non è più come un tempo. Sono passati tanti anni. Troppi. Quasi un secolo dalla quando è venuto al mondo. Un mondo che ama. Che gli dispiacerà abbandonare. Gaspare nonostante l’età è lucido, dinamico e molto, molto attivo. Nella sua casa di campagna, vicino ai campi da baseball del Texas, passa la sua vecchiaia. Non sente i suoi anni, non sente la solitudine, non ha rimpianti. Aspettava da settimane oggi, un giorno speciale…

Gaspare si sveglia tutte le mattine alla sei. Alle sei in punto. Prepara il suo caffè in una di quelle macchinette moderne, che nemmeno il più scantato dei giovani sa usare. Ma che lui la maneggia benissimo. Prende dall’armadio una brioche. Senza zucchero visti i suoi problemi di glicemia. Da quando è nato nel ’24 sono passati 95 anni. “Una goduria” ti direbbe lui alla domanda “Come hai passato la vita?”. Questa mattina poi è speciale. Anni e anni orsono era il momento più magico della sua vita: si univa con la donna che gli ha tenuto compagnia per tutta la sua esistenza. Una donna che ha qualche anno più di lui, sempre vestita di rosso, sempre molto solidale con lui. Generosa, gentile, confortante. Cri, il diminutivo di Cristina. Ma lui la chiama sempre e solo Cri. La vita che hanno passato se la sono goduta assieme. L’hanno amata. Si sono amati. Avventure su avventure, di giorno in giorno con esperienze e tanto, tanto amore. Così stamattina Gaspare si è svegliato felice. Felice di ricordare quel momento. Ha preso il suo caffè forte, la sua pillola per l’ipertensione e la sua brioche senza zuccheri. Nostalgico ma contento. Gaspare anche se ha 95 anni ha Facebook. Ha un sacco di amici. Visualizza un sacco di pagine, si iscrive pure agli eventi. Così a Gaspare è venuta un’idea. Un pensiero. Nell’armadio in solaio vi dovrebbe essere una foto. In una bella cornicina. D’argento. Una foto di quel magico momento di tanti anni fa. Dove si baciava, con la sua bellissima divisa, con Cri, la sua Cristina. E niente, il pensiero è fisso. Immutabile. Inscindibile. Fare una sorpresa a Cri mettendo la foto su Facebook. Corre Gaspare. A modo suo vista l’età. Corre su per le scale in una soffitta in cui non metteva piede da anni. In cui non sa muoversi. In cui tutto è una sorpresa. Un ragno che sbuca dalla serratura della porta principale, i vetri dei lucernari sporchi e delle piume di qualche volatile che ha usato il solaio come nido questo inverno. Gaspare è quasi disorientato. Tanti armadi, tanti giocattoli dei suoi figli di quando erano piccoli, tanti vestiti di sua moglie quando era giovane. Poi le sue divise. Uniformi di quando faceva parte delle forze ausiliarie impegnate in mille e mille mansioni. Tutte divise rosse. La carriera della sua vita. E subito Gaspare si incazza. Dove può essere la foto di quel giorno speciale? “Dove cazzo è?” pensa Gaspare. Apre un armadio. Decine di foto sparse nei ripiani. Tutte recenti. Tutte bellissime ma non sono quella che cerca. Fruga. Fruga ovunque ricordando bene quella foto. I due sono seduti vicini, eleganti e lui ha fatto il più bel sorriso della sua vita. Un sorriso che ha voglia di rivedere per sorridere ancora. Poi la sua Cri. Tanto amata, con la sua giacca rossa e un sorriso che anche quello non si dimentica. Continua a frugare. Niente. Tutti ricordi bellissimi ma sono tutti di qualche anno fa. Momenti di cui è va ugualmente orgoglioso ma che ha ancora vivissimi nella memoria. “Cosa faccio?” pensa Gaspare. Decide di chiamare il figlio. Che abita lontano ma aspetta sempre una sua chiamata. E Gaspare è un po’ stronzo. Lo chiama solo quando ha bisogno lui.

-Pronto-
-Dove è la foto della mia unione con Cri?-
-Intanto ciao. Poi ti consiglio di guardare nell’armadio nero, quello con l’etichetta gialla. Nel mio ripiano c’è tutto. C’è la tua vita-

-Esagerato- pensa Gaspare. E butta giù.

Poi corre. Con la sua camminata farlocca all’armadio nero. Vede l’etichetta gialla. “È quello” pensa. E lo apre con entusiasmo. Butta per terra tutti i coperchi delle numerose scatole che vede. Le fissa bene. Cercando la sua foto da mettere su Facebook. Nell’arco di due minuti è muto. Ammutolito da quello che ha visto. Centinaia di foto. Migliaia forse. Tutte lì in alcune cartelle, vecchi album. La sua vita. “La mia cazzo di vita” pensa. Non ci crede. Non ci crede che quello che credeva aver perso per sempre fosse ancora lì. Tutto in un armadio. Apre la prima cartella. Vede la foto con sua moglie e i suoi figli. La richiude. Piange. Ma non molla. Ne apre un’altra. Centinaia di foto di lui con la sua bellissima divisa. Con la sua uniforme rossa, alla guida di veicoli speciali, in compagnia dei suoi bellissimi colleghi, dei suoi veri amici. In compagnia della sua carriera. Le fissa. Le fissa per minuti e minuti quei pezzi di storia. Non demorde. Colleghi che non ci sono più, altri con cui ha iniziato la sua carriera e con cui la finirà. Quella cartella non la vuole chiudere. Ama vedere tutto ciò. Ma in quell’armadio le cartelle sono centinaia. E le vuole vedere tutte. Ne apre un’altra. Ed è un’altra lacrima. Nella cartella vi sono centinaia di lettere che ha scritto a sua moglie quando la amava come non mai, come la ama ancora, ma quando l’amore era potente come una bomba atomica. E lui in quelle parole ne vedeva immortalata l’esplosione. Piange Gaspare. Piange perché ha in mano la sua vita, il suo passato, ma pensa anche il suo futuro. Quando non ci sarà più lui, la memoria sarà fatta di tutto ciò. Delle centinaia di cartelle che vede ora. Ne apre un’altra. Ancora. Altre foto. Vecchissime. In bianco e nero. Con sua madre e suo padre. Andiamo indietro lì negli anni. Ma non si sofferma. Ora la curiosità è fortissima. Altra cartella. Le sue foto a scuole. E i suoi temi, di quando andava a liceo e lui amava scrivere. Amava buttarli giù senza brutta, poi tornare a casa e cercare su una vecchia rivista una foto da allegarci. Era ed è un creativo Gaspare. Ama la fantasia come una sua risorsa di vita. Ama viaggiare anche solo seduto su un divano. Gaspare continua. Altra cartelle. Il suo lavoro. Altra cartella. I suoi viaggi. I suoi risultati. Foto e foto. Di quando faceva sport, di quando correva, di disegni che faceva da ragazzo. Foto della sua macchina, foto della sua bicicletta. Tutte foto della sua vita. Gaspare è commosso. Cazzo non se lo aspettava. Ha ritrovato tutto. Proprio tutto. Meno che una cosa. La foto di quel 22 luglio di anni fa. Ma pazienza. In quel puzzle mancherà qualche tassello ma stamattina mancava quel puzzle. Un bellissimo dipinto che disegna la sua vita, la sua esistenza, con i suoi, con Cri, con tutti. La sua passione, anzi le sue passioni, il suo modo di rapportarsi e la valigia di amici che lo hanno curato fino all’ultimo. Fino ad oggi. Gaspare chiude l’armadio. Piange. Ma di gioia. Senza la foto di Cri. Che non gliene frega niente perché è nel suo cuore e la ricorda benissimo, ma felice di aver trovato tante foto, tanti scritti, tanti momenti che hanno reso la sua vita meravigliosa. Chiude l’armadio e scende con delicatezza le scale. Gradino per gradino fino a quel piccolo pc già aperto su Facebook dove voleva mettere la sua foto. Ma dove oggi scrive una storia. Breve, ma molto bella. La storia di una vita in cartelle. In un armadio. Tutte ancora presenti. Che porteranno il suo nome, le sue storie e la sua felicità nel tempo.
per sempre.

Stamattina mi sono svegliato. Sono io Gaspare. Il mio soprannome storico. Un vecchio di 24 anni nato nel 95. Che esattamente 6 anni fa faceva il suo primo turno con Cri, in ambulanza. Cri è la Croce Rossa. E che stamattina volevo caricare a tutti costi la foto su Facebook. Non l’ho trovata. Ma ho trovato la mia vita in un backup del computer dell’anno scorso. Un Gaspare che ha aperto un armadio. Pieno di felicità. E che è felice di averlo fatto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...