Editoriali di emozioni, editoriali di vita

Leggere un giornale lo trovo sinceramente noioso. Il mio sogno è diventare giornalista e sono appassionatissimo nella lettura di decine se non centinaia di quotidiani. Sia online che cartacei. Cronaca, pareri, interviste, opinioni, passioni e politica sono fatti di vita, importanti, sicuramente da leggere per capire come si struttura la nostra società e quali sono le vie da intraprendere perché essa migliori. Ma spesso le vicende vengono scritte senza emozioni. Piatte.

Anche a leggere un libro a volte faccio fatica. Fantasy, gialli, libri d’amore o veri e propri reportage di eventi. Emozionanti, su questo non ci piove, che viaggiano nella stessa direzione di regalare momenti rilassanti, appassionando, incuriosendo, stimolando pensieri idee. Leggere libri è bello e piacevole. Ma spesso non riesco ad immedesimarmi nel protagonista principale: lo scrittore.

Così ho scoperto i blog.

Ed ho scoperto un mondo.

Stanotte non riuscivo a dormire. Alle quattro mi sono alzato, ho girato un po’ per casa senza un senso specifico e poi sono tornato a sdraiarmi. Cellulare in mano. E ho cominciato a fare quello che noi chiamiamo zapping.

Lo zapping tra diversi siti.

Piacevole.

E vi dirò perché.

Leggendo parola per parola, mi sono trovato nel diario di persone, di ragazzi, di giovani donne, che nel loro diario non postano le tipiche foto in discoteca come capita su altri social. Non postano la foto del culo o di quando ballano con il fidanzato. Postano pensieri di vita, dolci e delicati, a volte che ti spingono l’anima a cento metri sottoterra in un terremoto di emozioni. Non sono pensieri “Commerciali”, parola con la quale definiamo la musica scritta per coinvolgere più persone possibili senza trasmettere niente.

Blog per blog ho trovato delle anime. Anime ben visibili anche sui social, quando si condivide la canzone preferita o una poesia d’amore. Però questo è un mondo nascosto. Le loro emozioni, le loro idee, le loro vite sono buttate giù a parole, come si butta giù uno sputo dal balcone, come si lancia una pallina perché ce la riporti indietro il cane, come si alza la musica nel bel mezzo del conto alla rovescia di Capodanno. Pensieri di fretta ben ponderati.

Parole, in cui puoi immedesimarti, è questo il regalo più grande, storie che puoi vivere come quelle del libro ma che non sono state scritte per uno scopo ben preciso se non quello di dare voce ai propri pensieri.

Editoriali di fantasia, editoriali di orgoglio, editoriali d’amore

Le parole di un editoriale sono quelle che mi piacciono di più in un giornale, perché sono parole che ci fanno riflettere, che qualche emozione provano a regalarcela. Editoriali della nostra vita. Questo che vivo in un blog.

Poi parole trovate.

Decine di parole selezionate. Per esprimere un concetto così difficilmente facile come l’amore bisogna selezionare la parola giusta, quella che ci rappresenta di più, quella che dà un gusto ai nostri pensieri. E quel gusto che noi desideriamo sia amaro, dolce, piccante o piacevole. Parole che spiegano, devono spiegare il senso dei nostri pensieri, il senso delle nostre vite.

A volte è difficilissimo scrivere ciò che si prova veramente.

Curiosità, fiducia, noia, monotonia, allegria, soddisfazione, incuria, passione, freddo, orgoglio, piacere, crisi, amore, odio, vuoto, casino, confusione, affetto, compassione, approvazione.

La lista è lunga.

E qui, su centinaia di siti, ma anche su profili Facebook particolari, libri non monotoni, profili in cui ho trovato quello che cercavo.

Editoriali di vita.

Dove ognuna delle parole che ho elencato viene descritta in un pugno di pagine, non di frasi. In un pugno di libri a volte. Profondi dialoghi in cui parlare a sé stessi per ore, in cui descrivere quel sentimento, anche uno solo che ci sta più condizionando, che ci sta facendo tirare avanti.

Parole.

Che ci fanno volare.

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