La mia Margherita Dolcevita

Margherita è una ragazzina di quindici anni, un po’ grassottella e maldestra ma al tempo stesso disorientata nel momento della vita in cui si passa da essere bambini ad essere adulti.

La sua storia è questa.

Stefano Benni la descrive così nel suo libro: annoiata ma al tempo stesso beata nella sua fantasia. Una Margherita che sta crescendo che al tempo stesso non vede l’ora di crescere ma vorrebbe rimanere giovane a vita.

La fantasia non manca certo a questa ragazza: il suo dare nomi di fantasia a parenti, amici, al cane e perfino a sé stessa è la sua ordinaria routine. Si parla così di Margherita Dolcevita, una ragazza che va a scuola in autobus, ma vive in un mondo tutto suo, dove vede segnali di vita nel guardare il cielo e le stelle, ama le leggende che ha colto (o inventato) sulla zona in cui abita e mette in continua evidenza i suoi problemi di crescita. Il primo amore, il rapporto con i parenti, la scuola e perfino l’autoerotismo sono consuetudini di vita che deve ancora capire, che deve ancora vivere ma la interessano particolarmente.

Una Margherita che riesce essere al tempo stesso profonda, portando alla luce dei concetti che l’adolescenza ti lancia e spesso non riusciamo a prendere al volo, sogni di un futuro, affetto verso la parentela e continui esempi di una società che non solo ci fa crescere ma che dobbiamo essere noi stessi a far crescere. E nell’esposizione dei suoi pregi e dei suoi difetti ci mette fantasia, il cogliere dettagli poco evidenti ma estremamente significativi nella nostra società.

Culmine della sua vita è l’arrivo di vicini di casa che rappresentano alla perfezione la società odierna: l’importanza del voler apparire, l’importanza di soldi, ideali ed eleganza che appaiono spesso nella nostra esistenza. Un voler far tutto rapidamente e in maniera perfetta, con un alto tenore di vita e una qualità sopra la media. Ma il tutto confinato all’interno di pregiudizi e ideali che mostrano il marcio della nostra mentalità media.

Un mondo in cui tutti vogliono essere al massimo e al primo posto, con elementi che ci prendono e ci trascinano con disprezzo e odio verso tutto ciò che ci appare diverso. Margherita al contrario con la sua ottica infantile ma molto matura vede le cose alte dal basso e le cose basse dall’alto avendo una visione significativa di ciò che la circonda.

I dettagli. E le belle abitudini. Margherita nonostante non sia fisicamente perfetta cura ciò che la circonda soprattutto dal punto di vista umano, vede il bene e il male e prova odio e amore verso ciò per cui è giusto provarli. E poi dettagli di fantasia. Stelle, bambini dispersi, zingari e vecchietti che rendono il mondo bellissimo anche a una persona che il mondo lo conosce poco.

Una ragazza truffata da ciò che la circonda che mette sempre la storia nella versione che vuole con adulti “Che dovrebbero smettere di farci fare temi scolastici contro la guerra, far prendere a noi decisioni e smettere di fare i film dove la giustizia trionfa”. Così Margherita parla degli adulti, così Margherita vede il mondo dalla sua giovane età.

Poi Margherita è un vulcano. Dice sempre la cosa che le persone si meritano di sentirsi dire, ed è schifata da atteggiamenti genitoriali che per non creare conflitti con i vicini nascondono aspetti della sua vita, vicini che a loro volta nascondono un figlio molto intelligente ma un po’ psichiatrico per cui Margherita prende una cotta.

Storia di vita comune che evidenziano persone che il mondo non lo conoscono né bene né lo godono. Descrive con sincerità la vita del padre, della madre e del fratello mettendo in evidenza aspetti che nella vita di un parente si tendono a negare. Ma anche storie di pura fantasia l’aspetto che più Margherita mette nella sua vita, l’aspetto che la caratterizza maggiormente. Ogni cosa di cui non conosce la storia la storia la crea lei.

Un libro meraviglioso dove la fantasia si unisce al simbolico, all’attualità e ai milioni di problemi che un giovane adulto ha nella sua vita.

Non solo mi sono trovato sotto ogni aspetto di Margherita sentendomi lei.

Il libro l’ho letto che avevo anche io 15 anni.

Io e Margherita abbiamo la stessa età.

Nella mia vita desidero una Margherita. Che veda, affronti i problemi e li risolva. Ma con un pizzico di creatività.

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