Una rinuncia… per amore!

Eravamo in crisi… è vero. Ci vedevamo sempre meno, mai un messaggio reciproco, mai anche solo una notte assieme: io con i tuoi libri in mano. Non vi sarà più l’ansia di un esame assieme, della voce di un tuo professore che mette agitazione e paura, niente più domande, i pomeriggi in reparto o in ambulatorio.

Oggi con un messaggio, anzi con un foglio con tanto di marca da bollo, ci siamo lasciati.

Addio Medicina.

Non ci si può sposare per una cotta, una cotta che poi ci fa soffrire non ci dà soddisfazioni.

Poi prima o poi ti accorgi che la tua passione è un’altra.

Ma iniziò tutto proprio in una giornata di settembre: con un bacio. Un test che in qualche modo superai e piansi di gioia. Scrissi che la lettera per Hogwarts era arrivata anche a me. E subito cominciammo a frequentarci, io a seguire quella che pensavo fosse l’amore della mia vita. lo ammetto, già allora non del tutto sincero, ma condizionato da genitori, amici e parenti. Te, Medicina, dovevi essere ciò che mi avrebbe dato più soddisfazioni nella vita.

Iniziammo a frequentarci. Sguardi intensi contro quelle slide proiettate dai professori, il piacere del nostro primo pomeriggio in laboratorio, il vedere tutto tramite un microscopio.

Intanto che preparavo i nostri esami però scrivevo. Le dispense di istologia le ho scritte io. Le dispense di chimica pure. Anatomia 1 e 2 anche. Non pensavo di tradirti, anzi di valorizzarti con amore, come con delle lettere scrivendo nero su bianco, la sera al computer, ciò che mi avevi insegnato.

Ma poi c’erano difficoltà. Tempi troppo pesi per me, uno non abituato a studiare più di un tot al giorno. La difficoltà nel prendere appunti, nel seguire l’evolversi delle situazioni biologiche, chimiche, fisiche o farmacologiche.

Comincia a guardarti male.

Anche se tu mi baciavi con passione.

Il bacio più bello me lo hai dato quando ho superato anatomia 2. Una profondissima emozione mi diedi, mi diedi gioia e soddisfazione, ma un po’ eravamo in crisi.

Crisi che ogni giorno cresceva.

La mia passione di scrivere salì al culmine.

Cominciai a scrivere per un giornale, a scrivere un libro, a sentirmi più giornalista che medico.

I pianti. Quando uscivo da te la sera piangevo.

Mi mancava il coraggio di dirti addio, mi mancava il coraggio di dire “non ti amo più, era solo una forte cotta, magari anche un po’ di amore ma non sei tu, seppur bellissima, quella che desidero nella mia vita”

Hai reso felice decine di miei amici, hai dato baci bellissimi a tante persone, disegnato con loro il futuro della loro stessa vita. Hai dato amore e loro l’hanno dato a te, molti hanno pianto perché tu non li hai accettati, molti hanno pianto perché avevano finito i sei anni con te. Io piangevo perché sentivo che non eri la scelta giusta.

Mi hai dato tanto comunque.

Mi hai dato te stessa una sorta di amore, quello per la cultura, quello per lo studio, ma soprattutto quello nel fare del bene, quello nel far stare meglio le persone.

Ma oggi ti ho detto addio.

Con molto stile ammetto. Nel firmare il foglio ho poi regalato la mia dispensa di anatomia 2 alla biblioteca, ho versato una lacrima perché a te ero anche un po’ molto affezionato, perché in fondo dai una cotta non era o magari sì ma il primo amore nella vita non si scorda mai.

E mentre io firmavo un no proprio oggi 80 mila persone vogliono firmare un sì.

Accoglili tutti ti direi. Gli regalerei loro pure i miei crediti ma se li devono meritare.

Regalerei loro le emozioni che mi hai dato quando mi hai fatto indossare per la prima volta il camice e il Littman al collo. La prima volta che ho provato una pressione e non dimenticherò la volta con un polmone in mano in sala autoptica.

Non ti dimenticherò. Ma se la mia scelta di vita, il mio amore è un altro ti saluto con il bacio più bello che ti possa dare.

Con un testo scritto.

E scrivere è quello che amo veramente.

CIAO MEDICINA ❤️

3 pensieri su “Una rinuncia… per amore!

  1. Hai avuto un grande coraggio. Io non mi vergogno a dire che mi sento più scrittore e più interessato al mondo delle lettere che alla facoltà che ho frequentato e in cui mi sono laureato. Però non ho mollato gli studi. Penso che in Italia la doppia carriera, quando ami le lettere, sia un compromesso che devi accettare, a meno di essere fortunatissimo o il migliore in assoluto. Comunque spero che la tua scelta ti porti a grandi cose.

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