Padre e figlio alla cassa

L’indecisione è un problema del mondo.
Ovunque tu metta piede, ovunque tu sbirci per una veloce esplorazione vi sarà sempre indecisione.
Anche in un supermercato.
Io e mio padre vi siamo andati per fare una sorpresa alla mamma.
Una promozione di fiori vi era oggi a Panorama.
Solo due pessimi soggetti possono comprare dei fiori in un supermercato.
È lì eravamo d’accordo.
Un mazzo di girasoli.
Di quelli geneticamente modificati che durano in un vasetto anche un mese e mezzo.
Sperando che non siano radioattivi.
Ma vabbè questi sono piccoli dettagli.
Prendiamo i fiori.
E andiamo alla cassa.
O meglio alle casse.
Vi sono solo due tavole con le cassiere aperte.
La 7 e la 8.
Io mi dirigo verso la 7.
Mio padre con la nostra poca spesa verso la 8.
Nella 7 avrei davanti tre persone. La 8 ha solo una persona davanti.
Siamo indecisi.
In che cassa andare.

Sembra una storia quasi stupida e invece vedrete il finale.
La cassiera della 7 è una bella gnocca, quella della 8 è quasi da pensione.
Capisco perché la 7 sia più affollata.
Io vado lì. Mio padre che invece è sposato sceglie la 8.
E anzi mi fa segno di raggiungerlo.
-Perché vai dove c’è la fila-
-Perché mi sembra una bella fig… fila. Anzi una fila una fila simpatica-
I clienti mi guardano male.
Mio papà mi guarda male.
La fi…la mi guarda male.
E niente raggiungo il mio papà.
Davanti a noi una sola donna.
Con un pollo in mano.
Sorride tutta felice.
Passa il pollo sotto il cursore.
E la cassiera: <Sono 15,50 con lo sconto perché scade domani>
La donna parla. In un Italiano confuso: <Io ho buono. Io paga meno>
E porge alla cassiera una tessera.
<Guardi siccome le facciamo già lo sconto perché scade a breve non può usare questo buono, deve andare a prendere un altro pollo>
<Io andare subito. Dasvidania>
E la donna lascia borsa, portafoglio e tutto ciò che aveva sulla cassa e corre con il pollo in mano a cercarne un altro.
L’altra cassa è vuota.
Anzi la cassiera carina mi sorride pure.
Ma noi siamo bloccati lì.
Abbiamo delle persone dietro, abbiamo i nostri fiori già posati sul banco.
E aspettiamo.
Anche perché l’altra fila in pochi secondi si riempie.
<Vedi papà, non era meglio andare nell’altra fila?>
<Aspetta…> prede il telefono, lo apre, scorre un po’ e sorride.
<Cosa sorridi?>
<Ho guardato l’agenda. Non ho niente da fare. Questa fila va benissimo>
Non va bene un cavolo, io devo studiare e sistemare un lavoro che sto facendo, cosa che potrei fare anche in questo momento ma sto scrivendo la mia storia di oggi.
Comincio a guardarmi intorno.
Ma la donna è andata a prendere il pollo in un pollaio?
Io vorrei tanto andare nella cassa 7 ma visto che non vi era nessuno la bella cassiera si è alzata e se ne andata.
Mannaggia.
Passano i secondi.
Passano i minuti.
Passa un quarto d’ora.
Lo speaker dice alla radio del super che oggi c’è il pollo in offerta.
Ma vaffanculo.
Torna la donna. Con il suo bel pollo.
Lo paga.
Ci sorride.
Come se avesse acquistato un drago.
Come se avesse comprato la coscia di un unicorno.
Noi paghiamo i fiori, che probabilmente con la loro radioattività avranno fatto crescere un terzo occhio alla cassiera.
E ce ne andiamo.
A donarli alla mamma.
Ma avendo imparato la lezione.
Dove c’è la fig… la fila è sempre meglio!

6 pensieri su “Padre e figlio alla cassa

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