Giornata Europea della Giustizia Civile vista da uno studente

“I cittadini della nuova Unione Europea sono consapevoli dei loro diritti e di come funziona la giustizia civile? Ove tu pensi che non vi sia sufficiente consapevolezza credi sarebbe utile introdurre l’insegnamento del diritto e dell’ordinamento europeo in tutte le scuole?”

Nel 2013 vincevo un concorso nazionale con questo titolo. Oggi giornata Europea della giustizia civile, con un po’ di narcisismo, ma anche con la consapevolezza dell’importanza della giustizia civile, ripropongo il mio testo.

Vittorio sedeva nell’auditorium della sua scuola: il liceo Alighieri di Roma. La sua classe, la II F, era tutta lì nei posti adiacenti al suo. Nel grande salone su una moltitudine di sedie traballanti, tanti ragazzi scherzavano, ridevano aspettando qualcosa o qualcuno per una di quelle tante lezioni diverse, più o meno noiose, che la scuola offre sui vari argomenti inerenti ai programmi scolastici. Ma se tutti scherzavano felici nell’attesa, Vittorio taciturno chiudeva gli occhi sotto le lenti squadrate degli occhiali per riflettere. Vittorio era leggermente diverso dai suoi compagni: l’interesse per l’attualità, i giornali e i problemi della società occupavano i suoi pensieri a differenza dei videogame e delle scarpe sportive. Sotto i suoi capelli arruffati i pensieri correvano veloci e ogni novità nella sua monotona vita da studente risvegliava la sua curiosità ed era una gioia per il suo continuo interesse. Quella mattina l’interesse e la curiosità sembravano però essere rimasti a casa a dormire nel letto caldo. Era la giornata dell’incontro e a parlare ai ragazzi sarebbe venuto un avvocato. I ragazzi tuttavia non sembravano eccessivamente entusiasti e nemmeno Vittorio. Tanto è vero che nessuno si era accorto dell’uomo, alto, giovane e robusto che nel frattempo, mentre i ragazzi parlavano, aveva comodamente preso posto nella sedia del relatore al centro della cattedra.

«Sono l’avvocato Giustino de Magistris» disse picchiettando con le dita sul microfono «E sono qui per parlarvi di diritti e Giustizia Civile» In quel momento nella sala scese un timoroso silenzio che non voleva dire attenzione ma semplicemente rispetto. L’uomo, che violava ogni stereotipo del tipico avvocato, immaginato da ogni ragazzo, anziano, ingobbito e con pochi ispidi capelli bianchi, continuò: «Qualcuno sa che cosa è la Giustizia Civile?» E in quel momento il rispettoso silenzio divenne ancora più calmo. Vittorio, nonostante la giovane età, avrebbe saputo rispondere a centinaia di domande sulla giustizia, sui processi celebri e sui grandi scandali del mondo della giustizia. Vittorio la sapeva lunga sul sistema giuridico Europeo e Italiano eppure quel termine gli sfuggiva, anzi non lo aveva proprio mai sentito. E a giudicare dallo sguardo dei compagni, nemmeno loro.

«Nessuno?» continuò de Magistris in tono pacato «Eppure vi riguarda da vicino. Molto da vicino» Il ragazzo un po’ ci rimase male. Pensava di sapere tutto su ciò che lo riguardava e sapere che non era così quasi lo offendeva. Perciò a quel personaggio così insolito, che era solo all’inizio del suo discorso, decise di porgere un orecchio. E ascoltarlo.

«Ragazzi, dovete sapere che oltre al sistema giuridico penale, che si occupa di punire i reati e le azioni malvagie, scorre in parallelo, ma in continuo contatto, un altro tipo di giustizia: quella civile. Ma per conoscere la giustizia civile dovete prima conoscere i vostri diritti, perché anche voi, nonostante la giovane età, avete dei diritti. Ed è vostro dovere conoscerli»

Vittorio sempre più interessato pensava cosa poteva fare ma non riusciva a marcare mentalmente i confini delle proprie possibilità. “Quali sono i miei diritti? Non posso votare, guidare, cosa posso fare? Fino a dove posso prendere possesso delle mie possibilità e muovermi liberamente? E quando sarò maggiorenne, a breve, cosa mi aspetta dal punto di vista legale?” Tante erano le domande che svolazzavano nella mente del ragazzo a problemi che normalmente un adolescente non si pone se non appunto qualcuno li solleva. “Credo che nemmeno un adulto, un cittadino di qualunque paese si ponga frequentemente questo problema e questo tipo domande”. I pensieri di Vittorio non potevano essere meglio riassunti ma, a giudicare dallo sguardo dei compagni, non doveva essere l’unico a pensarla così. Intanto però de Magistris aveva ripreso la parola:

«Appena voi sarete maggiorenni avrete diritto a muovervi liberamente, “scorrazzare” oserei dire per l’Europa e per il mondo, avrete diritti di proprietà, di parola e di riunione. Avrete molti diritti familiari che si uniranno ai già vostri diritti di istruzione, libertà, assistenza e diritti umani. Al giorno d’oggi molti cittadini ignorano i loro diritti e per questo a volte sono vittime di se stessi e della loro ignoranza. Se non approfondirete questi aspetti anche voi rimarrete ignoranti e sarete più facili prede dei problemi burocratici e giuridici. È importante che capiate cosa vi aspetta e a cosa avete diritto per non perdervi in problemi molto semplici che in apparenza potrebbero apparirvi assai complessi.» continuò de Magistris «Conoscere i vostri diritti è un dovere. Forse dovrebbe esservi insegnato direttamente in classe, ma più grave sarebbe il fatto che voi non foste interessati»

Vittorio un po’ sorpreso e un po’ incuriosito dedicava ormai tutta la sua attenzione all’avvocato capendo per la prima volta in vita sua che per conoscere ciò che lo circondava era importante capire ciò che lo riguardava. Era in effetti vero: la stragrande maggioranza delle persone ignorava (e tanto meno si poneva il problema) sui propri diritti giuridici, anzi l’argomento era considerato noioso e antiquato.

«Non dovete assolutamente pensare che la giustizia penale e civile che dir si voglia non possa trionfare. Non potete pensare che i vostri diritti vengano meno davanti a una persona perché più ricca, più famosa o perché ha delle amicizie importanti. La legge è uguale per tutti e se la giustizia si facesse influenzare da uno di questi fatti allora non sarebbe più giustizia. Inoltre le persone non devono essere scoraggiate dall’esercitare i propri diritti: la complessità di un sistema legale non deve costituire una barriera.» concluse il giovane avvocato. In effetti, pensava Vittorio, queste cose non erano da dare per scontato e anzi la politica con i suoi numerosi intrecci giudiziari sembrava confutare questa tesi, dando l’impressione ad ogni cittadino che non fosse così. De Magistris sembrò leggerglielo nel pensiero perché disse: «Viviamo in una società di contestatori, truffatori e politici avidi. Ma anche se qualcuno critica e sempre criticherà la giustizia per avere un tornaconto personale sappiate che qualcuno là fuori lavora affinché i vostri diritti non vengano calpestati o possa venire meno la vostra autorità per opera di qualcuno. Così è e così sempre sarà. Ricordatevelo.» e pronunciò le ultime parole quasi come se fosse una sentenza.

«In un’Europa libera, unita e senza frontiere, ma anche in un territorio più ristretto è normale che ci possano capitare delle controversie e deve essere altrettanto normale, scontato oserei dire, che il cittadino sia in grado di affrontarle serenamente. La giustizia civile interviene per esempio se subite un torto o un incidente durante una vacanza o vigila quando comprate all’estero o con internet ciò che avete ordinato perché lo riceviate in modo corretto. La giustizia civile si occupa di tutti questi dettagli durante queste controversie non penali, cerca le leggi su misura per voi, il luogo di giurisdizione, la presenza di precedenti del caso ma anche della cooperazione tra tribunali specialmente nel caso di controversie transfrontaliere. Il contributo della giustizia civile è atto alla crescita economica e sociale dell’Europa, dell’Italia e del luogo nel quale vi trovate. Allo stesso modo questo tipo di giustizia si occupa del rispetto dei diritti umani, di sicurezza di voto e di tanti altri ambiti che, se violati, implicano l’intervento di provvedimenti penali. Parlando ora di un aspetto più locale, il diritto di proprietà, le contese familiari sono molto frequenti e spesso come purtroppo accade si protraggono per anni. È il prodotto dell’ignoranza che sovraccarica il sistema giudiziario con controversie inutili. È anche vostro compito facilitare il decorso della giustizia affinché sia il più breve possibile. Qualche domanda?»

Vittorio non aveva ben afferrato l’ultima frase. Così disse: «Chiedo scusa ma in che modo possiamo facilitare questo decorso?»

«Conoscendo. Conoscere è la parola d’ordine.» fu la risposta di de Magistris «la giustizia civile è molto sconosciuta e per questo sottovalutata. Ne consegue appunto una “digestione giudiziaria” più difficile e faticosa appunto a causa dell’ignoranza della gente che non sa come muoversi. Dovete essere preparati, dovete informarvi per non commettere ingiustizie ma nemmeno esserne vittime» De Magistris concluse il suo discorso tra gli applausi del giovane pubblico.

Vittorio intanto rifletteva senza sosta. Perché di un argomento così necessario non ne aveva mai sentito parlare? Perché la legge e la giustizia venivano in gran parte ignorati dal sistema scolastico italiano? Vittorio pensava che in effetti pochissimi cittadini italiani avessero consapevolezza dei propri diritti e che questi non fossero sufficientemente diffusi tramite i comuni mezzi di informazione come i giornali e la televisione. Vittorio quel pomeriggio fece molte ricerche, lesse molti siti e scoprì che in effetti i cittadini Europei tendevano ad evitare l’argomento ed erano molto meno informati sulle proprie condizioni rispetto a molti altri paesi. Anzi la loro ignoranza era spesso causa di ulteriori controversie e ritardi nella giustizia civile. Vittorio continuò le sue ricerche grazie a quell’uomo che in una manciata di minuti aveva fornito un importantissimo input aprendo le porte su un mondo sconosciuto e in ombra ma indispensabile perche la società sia la migliore possibile attraverso la giustizia civile.

Dieci anni dopo. 2023. Vittorio Torelli siede sulla cattedra della scuola Dante Alighieri di Roma. Gli alunni della II F in platea siedono su sedie traballanti parlando tra loro ignari di ciò di cui si discuterà da lì a poco. Oggi Vittorio è un avvocato stimato e conosciuto che si batte affinché i diritti e la giustizia civile vengano promulgati, conosciuti e apprezzati dai ragazzi. Tra la platea dei tanti giovani annoiati ne siede uno con lo sguardo attento e i capelli arruffati che lo osserva con curiosità. Vittorio inizia a parlare. Parla di giustizia, diritti e civiltà. Il suo messaggio è questo: conoscere per capire, capire per affrontare. Una società dove si conosce è più efficiente e la giustizia funziona meglio. Una società con meno ignoranza ha una marcia in più: la civiltà.

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