Viaggio in un campo di grano

Era giugno. Il vento fresco ti carezzava il volto, come una mano invisibile. Sentivi i ciuffi danzare sulla tua fronte, respiravi a pieni polmoni quell’aria frizzante, quella brezza per nulla arida che soffiava delicata in mezzo a quel campo di grano nell’ora dei vespri.

Ammiravi il sole all’orizzonte, lo sguardo fisso diretto a sud, da dove vengono le rondini, da dove il clima mite avanza stendendo il suo mantello sui campi, sulle pianure e sulle colline. Osservavi le nuvole tingersi di rosa e di arancione mentre il sole giocava a pitturare di oro e scarlatto il cielo con i suoi raggi, mentre lentamente tramontava.

Eri lì in piedi, a osservare l’infinito, con quel tuo cipiglio fiero, fiero di essere un tutt’uno con la natura, di poter senza pensieri godere di quello spettacolo con la camicia a quadri mezza sbottonata, con i pantaloni tutti stracciati e i piedi scalzi che sentivano il terreno umido, contento che da lì a poco le stelle avrebbero illuminato la notte e migliaia di lucciole si sarebbero accese come minuscoli lampioni.

E mentre ti compiacevi della tua bella vita, una vita perfetta, pacifica, tranquilla, non ti accorgesti che qualcuno si stava avvicinando.

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Una notte in Hotel – M.F. fotoreporter

<Cioè, io conosco il presidente degli Stati Uniti, i maggiori esponenti dell’esercito più potente del mondo e milioni di soldati mi hanno stretto la mano. Navigo da 50 anni. Ho il potere di lanciare bombe atomiche, e di comandare navi da oltre un miliardo di dollari. Ma oggi ho dovuto prendere l’aereo. Noia assoluta. Il vento non ti scuote i capelli, non senti il profumo del mare, non senti il rumore della nave, non senti nulla, non vedi nulla in aereo. Se non panorami mozzafiato che sì, mozzano il fiato ma sono anche sempre gli stessi. Mare e terra dall’alto>.

Per continuare a leggere il mio testo di fantasia non siete nel posto giusto! Ma dovete andare nel blog del fotografo che mi ha regalato questo scatto!

https://fmfotoreporter.wordpress.com/2019/09/07/una-notte-in-hotel/

Il chitarrista

Buio. Tutto buio. Quel buio pesto, profondo, disorientante. Il buio di un seminterrato nel cuore di Parigi. Nel silenzio si sentiva lo zampettare dei topi nella fogna sottostante che scrosciava maleodorante. I rumori della via al di sopra erano ovattati da due tendine bordeaux che nascondevano quella taverna ad occhi indiscreti. Tacchi veloci e chiacchiericci lontani erano solo a pochi metri da un letto sfatto e da un tavolo dalle gambe traballanti, sudicio di cene fugaci.

E da una chitarra.

In quel lurido e malconcio buco, tra le coperte sozze e un neon che sfarfallava ronzando c’era lei.

Una chitarra.

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Nascondino — M.F. fotoreporter

<Dai! Giochiamo a nascondino?>
<Ma non abbiamo 4 anni ne abbiamo 16>
<Però è un bel gioco, ci stiamo annoiando!> Greta insistette.

La situazione era sempre la solita. Un gruppo di ragazzi annoiati. I liceali di una nota scuola svedese che di pomeriggio, finite le tre ore in biblioteca, andavano tutti assieme a terminare il pomeriggio.

Luca, Marco, Umberto, Giordano, Simone e Paolo.

Greta è l’unica ragazza.

Il resto del mio scritto lo trovate da Mario https://fmfotoreporter.wordpress.com/2019/08/25/nascondino/

Giornata mondiale della Fotografia – Foto di un fotoreporter

<Oggi è la giornata mondiale della fotografia. Mandami la foto più bella che hai che ci scrivo un articolino!>
<E quale scelgo?> mi risponde Mario.
<Una che rappresenti quello che mi hai insegnato con la fotografia… nei pochi giorni che ci siamo conosciuti!>
Mario è in difficoltà. Nei suoi computer ha archiviato decine di fotografie, con migliaia di tematiche diverse. Ognuna che racconta una storia, volti di personaggi importanti, momenti che verranno scritti sui libri di storia, scatti di decine di luoghi in momenti significativi.

Mario non sa quale inviarmi.

<Mario la scelgo io!> gli rispondo velocemente.

Dopo nemmeno un quarto d’ora gli mando un messaggio: <Ho scelto!>

Mario è un po’ stupito, ma contento.

Poi ci incontriamo.

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Hey Landy – M.f. Fotoreporter

Un paese che mi ha cresciuto, che mi ha donato tanto, mi ha istruito, mi ha dato amici e famiglia, un paese che ha accolto la mia fuga, un paese pieno di storia, pieno di arte, pieno di ragazzi che come me sono poveri ma amano ballare. Un paese intriso di natura, impregnato di flora e fauna bellissima, di profumi fantastici, di delicati soffi di vento che ti portano fino al mare.

Un’altra foto. Un’altra storia puramente di fantasia. Le emozioni, le idee, i sospiri e le fantasie che la foto trasmette passano in testo. Sentimenti, gioie e dolori. Sarò riuscito a riportarli?

https://fmfotoreporter.wordpress.com/2019/08/17/hey-landy/

Motovivendo — M.F. fotoreporter

“Sempre il solito vecchio che vuole chiacchierare” penserete. Beh, se lo pensate andate al diavolo. Ma andateci in moto. Sgommando, scrocchiandovi le dita sull’acceleratore di una Harley e veloci. Diavolo, inferno o paradiso non importa si va in moto! Quindi ora toglietevi il casco che ovatta sempre un po’ le orecchie, che ci fa sì sentire la musica del motore… Però quando parliamo ci tocca alzare la voce. E a me non piace alzare la voce”

La storia di un motociclista ben rappresentata in una foto. Nel suo sguardo nascosto, nel suo volto e nelle sue rughe si capisce la sua passione… Poi i dettagli: gli occhiali, il foulard e la giacca che fanno capire che il mondo lo ha vissuto tutto. Ma parla la foto. Io da quella ho inventato un racconto (totalmente di fantasia) per ricordarlo, per dare parole a questa foto…

via Motovivendo — M.F. fotoreporter

Felicità puttana — M.F. fotoreporter

La storia di una vita. Basata su quella puttana della felicità. Ma anche su questa foto. Mario, bravissimo fotoreporter, mi coinvolge sempre di più nel suo progetto di scrivere storie partendo da uno scatto. Drammatico o divertente non importa… lui riporta le emozioni con pixel e luci, io le riporto con delle parole. E la collaborazione tra un Nicolò che scrive e un Mario che scatta continua…

via Felicità puttana — M.F. fotoreporter

Il gioco della vita — M.F. fotoreporter

Grazie a M. F. fotoreporter per avermi coinvolto in questo magnifico progetto. Mi invia una foto da lui realizzata e io faccio la mia parte: fare un racconto di scrittura creativa. Una delle mie storie di fantasia. Con un unico vincolo: rispecchi la sua foto. Ora il progetto è decollato e iniziato così. Grazie mille Mario. Questo è solo l’inizio!

via il gioco della vita — M.F. fotoreporter