Viaggio nel mio mondo… articolo numero 100!

Scrivevo così, quasi per gioco. Come quel giorno che preso dalla foga decisi di aprire un blog qui, su WordPress. Nella mia vita scrivere è quasi sempre stata una routine, ma non una monotona routine, una routine fatta di up and down, una routine quasi allegra da vivere. Scrivo. Sempre. Da quando ho imparato. Scrivo per passione. E adesso scrivo anche per lavoro. Amo scrivere, amo prendere le emozioni, impugnarle con le mani e donarle a voi, a volte con delicatezza a volte come se fossero sberle. Scrivere è diventata una passione.

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Tramonti social

Dal primo Insta(nte) del mattino, da quando ci svegliamo all’alba, siamo sempre alla Ricerca di rapporti umani, di rapporti Social(i), in cui sentirci vivi e valorizzati. Abbiamo bisogno di Condividere momenti tristi e divertenti in una Galleria di emozioni fortissime. Abbiamo bisogno di scrivere la nostra Storia, di mettere Like ai nostri sogni. Così alzandoci ci attacchiamo ad uno schermo, prendiamo in mano lo smartphone e diamo il buongiorno a chi siamo più legati. Un Telegram(ma) di vita. Mandiamo un “Ciao”, urliamo un “Hey” (magari anche a Google), un Invio di saluti e abbracci ad ogni persona a noi cara, alle singole persone che amiamo nella nostra vita. Un mare di Ricordi ci viene alla mente. E il sorriso si allarga alla prima Risposta che il cellulare ci Notifica. Passiamo la giornata legati a Social, legati a messaggi istantanei che noi viviamo come rapporti intensi e inviolabili. Viviamo in quello che crediamo essere un mondo pieno di persone tutte con un puntino verde attaccato alle braccia o con un ultimo Accesso recente. Le persone vive sono Online. Ma aprendo gli Access(i) chiudiamo i ponti. Ci mostriamo App(artati) nella nostra inclusione sociale. Ma mai un abbraccio, mai due voci che si gridano contro, mai un bacio che ci fa capire di essere vivi. E non in Streaming.  Mai uno scambio di affetti (nemmeno su Netflix), affidando la nostra vita sociale ai social. Sempre dietro a scrivere Stati(camente) seduti sul divano. Ad un Live(llo) di socialità bassissimo. Quando dovremmo prendere in mano le nostre vite e correrci in contro dal vivo. Vivere anche leggendo i Book (non solo quelli Face e quelli Fotografici), apprezzando l’arte e soprattutto il valore della vita. Rimaniamo Statici nel nostro mondo. Un mondo in cui non ci abbracciamo mai, in cui non ci diamo baci e come nella più bella delle opere d’arte le nostre dita non si toccano mai. E allora è il tramonto.

Editoriali di emozioni, editoriali di vita

Leggere un giornale lo trovo sinceramente noioso. Il mio sogno è diventare giornalista e sono appassionatissimo nella lettura di decine se non centinaia di quotidiani. Sia online che cartacei. Cronaca, pareri, interviste, opinioni, passioni e politica sono fatti di vita, importanti, sicuramente da leggere per capire come si struttura la nostra società e quali sono le vie da intraprendere perché essa migliori. Ma spesso le vicende vengono scritte senza emozioni. Piatte.

Anche a leggere un libro a volte faccio fatica. Fantasy, gialli, libri d’amore o veri e propri reportage di eventi. Emozionanti, su questo non ci piove, che viaggiano nella stessa direzione di regalare momenti rilassanti, appassionando, incuriosendo, stimolando pensieri idee. Leggere libri è bello e piacevole. Ma spesso non riesco ad immedesimarmi nel protagonista principale: lo scrittore.

Così ho scoperto i blog.

Ed ho scoperto un mondo.

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Paradiso in C++

Il mio nome è LG. Non ho mai capito cosa significhi.
Ma vivo. Un core Intel, un’anima Microsoft e una razza Philips.
Poi sono centinaia i nomi dei pezzi che mi compongono, degli organi interni nei quali scorrono al posto del sangue elettricità e dati. Un flusso di fibre che trasmette dalla mia memoria dati, che con i miei programmi fa musica, arte e video, che con la mia connessione fa conoscere il mondo al mio proprietario.

Andava tutto bene.

Ma oggi sono morto.

E sono andato in paradiso.

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Grillo dal grilletto facile

Attualità. La notizia è appena stata battuta dalle principali testate online e da telegiornali di ogni emittente televisiva.

Grillo dichiara guerra alle bufale e alle notizie false.

Nel TG serale infatti, infilata tra le notizie ridondanti di spensieratezza (omicidi, profughi, attentati, battaglie politiche ecc ecc) ha fatto capolino l’ultima News dal leader del movimento pentastellato.

Una fucilata che ha colpito il bersaglio sbagliato. Continua a leggere “Grillo dal grilletto facile”

Le malattie dell’Internet

Ero già sotto le coperte. Pronto ad addormentarmi.

Un ultimo sguardo alle notifiche di Facebook dallo smartphone che mi illuminava il viso nel buio della camera. Mi sono imbattuto in un video.

Questo diventa virale anche se è un cancro

Ho pensato questa frase.

E mi sono chiesto per una frazione di secondo in che cazzo di lingua stessi parlando.
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Dall’altra parte del telefono

Come in ogni articolo di attualità che scrivo faccio la solita premessa. Le mie riflessioni non sono quelle di una mente illuminata, dedita a ricerche universitarie, con pregressi anni di studio, centinaia di esperienze e qualche laurea con master nel curriculum.

Sono solo le solite riflessioni (un po’ banali) di un ventunenne. Con una tastiera del pc e del tempo da perdere.

E questa premessa non è mai stata tanto dovuta come in questo articolo data la delicatezza degli argomenti che andrò a trattare.

Eppure è iniziato tutto con uno scherzo. Continua a leggere “Dall’altra parte del telefono”

Giochiamo al dottore?

Scorrevo la home di Facebook. Come al solito. Con la solita noia. Con il solito sguardo di uno che si lascia scorrere davanti la vita degli altri mostrata in foto, video, post senza troppo interesse.

Sul tavolo, di fianco al pc, ancora aperti sulla pagina delle articolazioni del gomito, il grosso trattato Anastasi di anatomia, esame che sto preparando con molto perfezionismo. Forse troppo.

Due storie diverse che si sono incrociate. Continua a leggere “Giochiamo al dottore?”

Il business del drammatico

Chi sfoglia con passione la carta stampata di un quotidiano, guarda i telegiornali o ascolta la radio mentre si reca al lavoro in auto ha sicuramente avuto modo di apprendere le tristi notizie che si sono succedute in questi giorni. L’incidente ferroviario in Puglia, l’attentato a Nizza e il tentato colpo di stato in Turchia, in aggiunta alla solita sfilza di omicidi, incidenti e violenze.

La settimana appena trascorsa ha richiesto a molti giornalisti di fare gli straordinari, anche per documentare le evoluzioni che ora per ora accadevano in questi contesti.

Si è scritto, detto, raccontato, filmato, fotografato tanto su questi avvenimenti.

Forse troppo. Continua a leggere “Il business del drammatico”

Quattro anni di Faccialibro

Quattro anni fa esatti esatti i miei compagni, conoscenti e amici si trovavano una richiesta d’amicizia piuttosto inaspettata: la mia. Infatti spinto da amici (alcuni dei quali stavano per partire per diversi viaggi, chiedendomi di rimanere in contatto), mi iscrissi a Facebook.

Dopo 1461 giorni cosa è cambiato?

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