Il pianista

Appoggiava delicatamente le mani lungo quegli ottantotto tasti, le dita lunghe, ossute e bianche sfioravano con armonia quel pallido avorio, quelle nere incastonature, quei lucidi tasselli.

Non aveva uno spartito, non una traccia, non una partitura eppure la sua musica era così limpida, così euritmica, così armoniosa.

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Grillo dal grilletto facile

Attualità. La notizia è appena stata battuta dalle principali testate online e da telegiornali di ogni emittente televisiva.

Grillo dichiara guerra alle bufale e alle notizie false.

Nel TG serale infatti, infilata tra le notizie ridondanti di spensieratezza (omicidi, profughi, attentati, battaglie politiche ecc ecc) ha fatto capolino l’ultima News dal leader del movimento pentastellato.

Una fucilata che ha colpito il bersaglio sbagliato. Continua a leggere “Grillo dal grilletto facile”

Il Natale dalla finestra

Il Natale è scontato, è vero. Perché ne parlano tutti, perché in queste ore e per le prossime 48 circa il nostro cervello sarà obnubilato da pandori, panettoni, bolliti e tutta una serie di cibarie che snobbiamo per tutto il resto dell’anno. La dieta per tre giorni non esiste e con il più falso dei sorrisi regaliamo l’ennesima sciarpa color merda alla prozia che tanto odiamo e che per giunta puzza pure di naftalina.

Allora perché ho deciso di scrivere sul Natale? Continua a leggere “Il Natale dalla finestra”

Le malattie dell’Internet

Ero già sotto le coperte. Pronto ad addormentarmi.

Un ultimo sguardo alle notifiche di Facebook dallo smartphone che mi illuminava il viso nel buio della camera. Mi sono imbattuto in un video.

Questo diventa virale anche se è un cancro

Ho pensato questa frase.

E mi sono chiesto per una frazione di secondo in che cazzo di lingua stessi parlando.
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Giochiamo al dottore?

Scorrevo la home di Facebook. Come al solito. Con la solita noia. Con il solito sguardo di uno che si lascia scorrere davanti la vita degli altri mostrata in foto, video, post senza troppo interesse.

Sul tavolo, di fianco al pc, ancora aperti sulla pagina delle articolazioni del gomito, il grosso trattato Anastasi di anatomia, esame che sto preparando con molto perfezionismo. Forse troppo.

Due storie diverse che si sono incrociate. Continua a leggere “Giochiamo al dottore?”

Il business del drammatico

Chi sfoglia con passione la carta stampata di un quotidiano, guarda i telegiornali o ascolta la radio mentre si reca al lavoro in auto ha sicuramente avuto modo di apprendere le tristi notizie che si sono succedute in questi giorni. L’incidente ferroviario in Puglia, l’attentato a Nizza e il tentato colpo di stato in Turchia, in aggiunta alla solita sfilza di omicidi, incidenti e violenze.

La settimana appena trascorsa ha richiesto a molti giornalisti di fare gli straordinari, anche per documentare le evoluzioni che ora per ora accadevano in questi contesti.

Si è scritto, detto, raccontato, filmato, fotografato tanto su questi avvenimenti.

Forse troppo. Continua a leggere “Il business del drammatico”

La bellezza e le parole

La bellezza delle parole mi ha sempre affascinato.

Le parole.

E la bellezza.

Abbiamo soltanto ventuno lettere per comporre le prime e per descrivere la seconda. Dette, scritte, urlate, non importa, le parole si portano dietro concetti, idee, sentimenti, informazioni. A volte le scegliamo accuratamente, ci mettiamo ore per posizionare una virgola, per “virgolettare” un concetto e per mettere i puntini di sospensione dove servono… e a volte ci scappano come se avessero fretta di uscire, di correre fuori dalla nostra bocca, di scappare per sempre una volta dette. Continua a leggere “La bellezza e le parole”

L’ultima emozione

Improvvisamente giacqui a terra. Immobile. Il mio corpo inerme toccò il terreno. La mia schiena percepì il suolo duro, la mia pelle sentì il freddo della terra attraversare i vestiti leggeri. Non ricordo come mai finì lì. Ma i miei occhi sentivano le palpebre pesanti, in procinto di chiudersi, mentre fissavano la cupola del firmamento, in un cielo limpido le cui stelle e la luna erano così luminose da fare ombra. Nella testa un ronzio sempre più forte si faceva strada sovrastando una musica in lontananza.

Non avevo capito cosa stava accadendo.

Ma provai un’emozione unica, un’emozione mai provata prima.  Continua a leggere “L’ultima emozione”

Quattro anni di Faccialibro

Quattro anni fa esatti esatti i miei compagni, conoscenti e amici si trovavano una richiesta d’amicizia piuttosto inaspettata: la mia. Infatti spinto da amici (alcuni dei quali stavano per partire per diversi viaggi, chiedendomi di rimanere in contatto), mi iscrissi a Facebook.

Dopo 1461 giorni cosa è cambiato?

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Il male della banalità

Appena finisco di scrivere un testo, una riflessione, una serie di pensieri penso subito a quale può essere l’argomento successivo. Penso a cosa trattare stavolta, di quali fatti di attualità posso parlare, quali sentimenti esprimere, quale fantasia sfogare. Nella mia mente faccio centinaia di collegamenti ipertestuali cercando parole chiave che possano essere di spunto per il prossimo scritto e per quello dopo ancora. Vorrei trattare di tutto, parlarvi delle mie figure di merda colossali, delle esperienze che mi hanno condizionato la vita, di storie che mi invento sul momento, di persone e aneddoti che mi hanno insegnato tanto. Vorrei riuscire a descrivervi tante vicende, tante emozioni, tanti pensieri.

Eppure lotto contro l’eterno nemico: la banalità.

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Questioni di chimica

La chimica non mi piace. So che la devo studiare, che ho diversi esami incentrati su questa materia nel mio piano di studi universitario. Ma preferisco altre materie. Osservare i piccoli ma essenziali dettagli dei vetrini istologici, scoprire i mille e mille nomi di tutte le parti anatomiche del nostro corpo, studiare le radiazioni e la loro importanza in ambito medico. E ancora l’evoluzione e la biologia dei sistemi viventi, le scoperte della genetica, i progressi della medicina.

Eppure c’è anche chimica.

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Fu solo uno sguardo

Me lo ricordo come se fosse ieri. Eppure è successo almeno tre anni fa. Camminavo per strada assorto nei miei pensieri. Chissà a cosa pensavo su quel tratto di via, fissando i disegni che i sampietrini formano ad intervalli regolari, i mozziconi di sigaretta pestati e ripestati, i tombini sotto i quali sentivo l’eco dei miei passi. Camminavo svogliato, alzando di tanto in tanto lo sguardo per non andare a sbattere contro qualcosa o contro qualcuno. Incrociavo tante persone, tanti volti ignoti nell’oceano di facce che riempiono una strada affollata. Alzai per pochi decimi di secondo lo sguardo, solo un attimo per schivare l’ennesimo pedone.

E vidi lei.

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Una passione chiamata scrittura

In molti mi chiedono perché scrivo.

Ho tanti sogni. E uno di questi è scrivere.

Ci sono varie ragioni perché lo faccio. Mi piace esternare i miei pensieri, vederli in nero nel candore della pagina. Ho voglia di condividere le mie emozioni, di farle conoscere. E poi mi piace coinvolgere. Non c’è nulla di più bello di immergersi nella lettura di un libro ben fatto, di un articolo coinvolgente o di una storia affascinante. Entrare in un mondo parallelo, dove vivi quello che l’autore ha deciso di farti vivere. L’autore ha deciso che gioirai, verserai lacrime, rimarrai perplesso o stupito.

Così sarà.

Sarai un eroe o un esploratore, un innamorato o fuggitivo, un assassino o un investigatore, un pirata o semplicemente un ragazzo di venti anni. Dovrai pensare riflettere, ricordare, scavare dentro te stesso.

Così sarà.

L’unico modo di uscire da questo avatar cartaceo è chiudere il libro, accartocciare la pagina o premere esc. E ammettere di non avere il coraggio di proseguire.

Ma così ti perderai il finale.

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Il mio primo post su un blog

È stato un attimo.

Forse dovuto alla noia di questa afosa serata di luglio, o forse dovuto alle mie continue manie di protagonismo. Oppure semplicemente dettato dall’istinto dello scrittore/poeta/giornalista. Così ho deciso.

Mi apro un blog.

Figata eh, direte voi. Bello sì, appena entri ti fanno scegliere la grafica, l’immagine profilo e tutta una serie di altre cazzatine che ti danno l’idea di amministrare una pagina, un sito tutto tuo. Ok. Ho completato tutti i passaggi richiesti: password, e-mail e chi più ne ha più ne metta.

E adesso?

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