Scemo chi legge!

Ore 17,35.

Vagavo a zonzo senza una meta, il cielo bigio sopra di me cominciava ad imbrunire e i pigri lampioni iniziavano a scaldarsi in previsione della lunga e fredda notte. Ero disperso per le vie della città, come lo si è tra i cunicoli di un labirinto, come lo si è in una giungla fatta di vetrine, di neon sfarfallanti, una giungla fatta di bar e locali da cui esce il brusio sommesso della gente, parole, risate, dibattiti che come fumo salgono e si dissipano nel nulla.

Ero disperso alla ricerca di chissà che cosa, alla ricerca di chissà chi, forse di un volto, forse di un sorriso o forse semplicemente avevo bisogno di camminare per smaltire i pensieri di troppo, per lasciar correre la fantasia come si fanno correre i cani nel recinto, per cercare le parole giuste, per cercare qualcosa che non riuscivo a trovare nemmeno in me stesso.

Ho alzato lo sguardo, smettendo di fissare ciottoli e tombini e per un attimo mi sono guardato attorno.

Un’insegna sopra una vetrina mi ha fatto fermare.

Ho sorriso. E non ci ho pensato due vote ad entrare.
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Giochiamo al dottore?

Scorrevo la home di Facebook. Come al solito. Con la solita noia. Con il solito sguardo di uno che si lascia scorrere davanti la vita degli altri mostrata in foto, video, post senza troppo interesse.

Sul tavolo, di fianco al pc, ancora aperti sulla pagina delle articolazioni del gomito, il grosso trattato Anastasi di anatomia, esame che sto preparando con molto perfezionismo. Forse troppo.

Due storie diverse che si sono incrociate. Continua a leggere “Giochiamo al dottore?”

Una passione chiamata scrittura

In molti mi chiedono perché scrivo.

Ho tanti sogni. E uno di questi è scrivere.

Ci sono varie ragioni perché lo faccio. Mi piace esternare i miei pensieri, vederli in nero nel candore della pagina. Ho voglia di condividere le mie emozioni, di farle conoscere. E poi mi piace coinvolgere. Non c’è nulla di più bello di immergersi nella lettura di un libro ben fatto, di un articolo coinvolgente o di una storia affascinante. Entrare in un mondo parallelo, dove vivi quello che l’autore ha deciso di farti vivere. L’autore ha deciso che gioirai, verserai lacrime, rimarrai perplesso o stupito.

Così sarà.

Sarai un eroe o un esploratore, un innamorato o fuggitivo, un assassino o un investigatore, un pirata o semplicemente un ragazzo di venti anni. Dovrai pensare riflettere, ricordare, scavare dentro te stesso.

Così sarà.

L’unico modo di uscire da questo avatar cartaceo è chiudere il libro, accartocciare la pagina o premere esc. E ammettere di non avere il coraggio di proseguire.

Ma così ti perderai il finale.

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